giovedì 11 giugno 2009

CHI HA PERSO LE ELEZIONI

Il giorno 8 giugno 2009 il popolo Vitulatino, trepidante come un bambino all’ultimo giorno di scuola, ha conosciuto finalmente il nuovo sindaco. Molti hanno scritto, taluni hanno commentato, cert’altri hanno decretato i vinti, i vincitori e i pareggianti. Nessuno ha scritto di come le urne abbiano scrutinato lo smarrimento e la perdita di dignità di un popolo.La dignità di comportamento, la fierezza di condotta, l’integrità morale, la decenza dei rapporti, nessuna di queste schede è stata estratta dall’urna elettorale.Nessuno si è accorto di quanto è successo, nessuno dei tanti giornalisti neonati ha sentito il bisogno di scrivere questa indignazione, di manifestare la preoccupazione per il rischio che questo popolo si abitui alla disonestà, la preoccupazione che si rafforzi e cresca l’indifferenza per comportamenti inaccettabili e offensivi che minano alla base il cammino di un uomo e la storia di un paese.Il voto di scambio è tutto ciò. Nessuno ha avuto il coraggio di dire come siano stati conquistati i pacchetti di voti. Lavori a tempo determinatissimo elargiti da persone “disinteressate”, soldi raccolti da mani incuranti del concetto che chi ti dona l’uovo oggi lo fa per guadagnarsi la gallina domani.Vendere il proprio voto significa barattare la propria vita e quella dei propri concittadini.Ogni padre e madre di famiglia colpevole di una simile imperdonabile nefandezza dovrebbe avere il coraggio di guardare il proprio figlio negli occhi e, se ne è capace, sentirsi fiero dell’insegnamento, rimboccargli le coperte pensando al futuro che gli sta lasciando.Al nuovo sindaco e alla nuova giunta auguriamo il meglio e confidiamo per un rinnovamento in positivo della nostra cittadina per la soluzione delle istanze e dei problemi veri della gente. Ed un plauso a chi si è battuto in queste elezioni con onestà e coerenza etica, a tutti i partecipanti, vincitori e vinti, che in cuor loro sanno di poter guardare negli occhi i propri concittadini con fierezza e sincerità.
Il rammarico che resta è questo: i giorni 6 e 7 giugno i cittadini di Vitulazio hanno perso le loro elezioni e, abituandosi a questo stato di cose, hanno smarrito in quell’urna la dignità di un popolo.
L’auspicio è che tutto questo sia solo un brutto ricordo del passato.
ONDA SANA

1 commento:

  1. sono d'accordo in tutto.
    mi piace commentare con parole non mie ma con la penna di un uomo eccezionale.
    Alla mia nazione

    Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
    ma nazione vivente, ma nazione europea:
    e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
    governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
    avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
    funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
    una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
    Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
    pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
    tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
    Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
    proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
    E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
    che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
    Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
    PASOLINI

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