domenica 5 aprile 2009
GOMORRA Parte seconda: Omicidi e donne di camorra
Tra le tante storie di omicidi raccontate da Saviano, spicca quella di Gelsomina Verde, la cui unica colpa era quella di essere stata la ragazza di Gennaro Notturno, un ragazzino che dai Di Lauro si era poi avvicinato agli scissionisti. La sequestrano, la torturano per carpire qualche informazione sul nascondiglio del suo ex-fidanzato e poi la uccidono, ma per non rendere evidenti le modalità dell’uccisione la bruciano in macchina.
Una vicenda tanto sconvolgente quanto comune in questa guerra, come del resto comuni sono le polemiche successive fatte da Donna Immacolata, moglie di Raffaele Cutolo, che in un’intervista ha il coraggio di affermare che la vecchia camorra non ammazzava le donne, sostenendo quindi la superiorità etica della vecchia camorra rispetto della nuova. Ma come giustamente annota Saviano: «bisognava forse ricordarle che negli anni ’80 Cutolo fece sparare in faccia a una bambina di pochi anni in faccia al padre, il magistrato Lamberti».
Donna Immacolata ci porta a parlare delle donne di camorra, perché al contrario di quanto si possa pensare queste sono parte attiva dei clan e qualche volta sono proprio loro a gestirlo. Saviano parla innanzitutto delle ragazzine che nascono e crescono negli stessi quartieri dove la camorra è spesso l’unico sbocco lavorativo che si presenta ai giovani, e allora la prima loro conquista è quella di fidanzarsi con un ragazzo che riceve già la “mesata” (lo stipendio) dal clan, in modo che anche se il fidanzato viene arrestato è lei a percepire i soldi. «Per molte donne sposare un camorrista spesso è come ricevere un prestito, come un capitale conquistato» .
Oltre alle “spose” di camorristi ci sono da ricordare le vere e proprie donne camorriste, come Anna Mazza colei che è riuscita nell’arco di vent’anni a dominare su Afragola e le città limitrofe. Il suo clan, il clan Moccia, divenne uno dei più potenti della zona, grazie anche al fatto che Anna preferiva più le strategie imprenditoriali che quelle militari. Riuscì persino a legarsi ai casalesi per la gestione e il controllo degli appalti edilizi.
Opposta alla strategia di Anna Mazza è quella dei clan di Quindici nell’avellinese. I due clan egemoni, i Cava e i Graziano, sono in guerra dagli anni ’80, cioè, dal terremoto e dai conseguenti fondi che sono giunti in paese per la ricostruzione. Da allora si sono dati battaglia.
Le donne di camorra quindi per ferocia non sembrano essere molto inferiori agli uomini.
Saviano ricorda purtroppo anche quelle ragazze che malgrado loro cadono in guerre di camorra da cui sono totalmente estranee. È il caso di Annalisa Durante uccisa per sbaglio a Forcella il 27/03/2004 mentre era in giro con le amiche. Sembra assurdo che una ragazzina innocente possa morire per niente, l’unica sua colpa è probabilmente anche la sua unica sfortuna: quella di essere nata in quei quartieri e in quelle strade.
Gianni Criscione per ONDASANA
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